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Politica, Società, Costumi, Economia ed Attualità

13/10/2009


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Il Parlamento affossa la norma contro l’omofobia.

Scritto da Sergio in Politica.

Che in Italia gli omosessuali siano cittadini di serie “B” è ormai un dato di fatto. Lo certifica oggi il Parlamento italiano, affossando definitivamente la proposta di legge presentata dal PD e che inseriva  tra le aggravanti dei reati i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».

Effettivamente rileggendo il testo mi rendo conto di quanto sia rivoluzionario per un Paese come l’Italia in cui un parlamentare del partito Democratico,  Paola Binetti, ha affermato «Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato…». Ed effettivamente è vero. In un paese civile, molti dei suoi pensieri sarebbero criticabili e stigmatizzabili. Beninteso, sono sempre a favore della libertà di espressione a qualsiasi livello. Ma il principio di libertà prevede che si sia liberi fino al momento in cui non si invade la libertà di un’altra persona. Continuare a ritenere l’orientamento sessuale come una “malattia”, un qualcosa da “curare”, o un elemento di inferiorità non è libertà di pensiero, ma disonestà intellettuale. E credo che a ragione sia Franceschini che Bersani, impegnati in una delicata battaglia elettorale interna, finalmente ammettano che nel PD c’è un fortissimo problema di coerenza. A mio avviso non si può continuare e negare l’evidenza che gli aspetti etici non possano, in un partito, essere relegati ai capricci individuali. E questo nonostante l’impegno di Paola Concia, del PD, relatrice della proposta.

Se del ruolo dell’UDC ormai non possiamo che tacere, visto l’affermarsi del suo ruolo reazionario,  nel PDL qualche timido segnale di novità c’è. 10 parlamentari hanno votato contro la pregiudiziale di incostituzionalità: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Flavia Perina, Mario Pepe, Roberto Tortoli e Adolfo Urso. Assieme a qualche astenuto, non hanno per evitato il tracollo di un’iniziativa celata dietro una fantomatica “pregiudiziale di costituzionalità”.

Ieri sera faceva un giro a Castro, a San Francisco. Inondata di bandiere rainbow, forse un pelo eccessive per certi versi, mi fa davvero specie pensare di dovermi occupare, da Italiano, ancora di piccoli elementi di civiltà che dovrebbero essere dati per scontati. Si chiacchierava con un amico del significato delle norme contro l’omofobia. Ed ha fatto una considerazione molto interessante: solo quando un paese riesce a fare i conti con una delle forme più istintive di violenza come l’omofobia, quel paese saprà davvero fare i conti con tutte le forme di discriminazione: contro le donne, contro i giovani, contro gli anziani, contro gli stranieri. E difatti, credo che il fatto che questo Paese, l’Italia, non riesca a fare i conti con la sua Omofobia è proprio legato al fatto che in realtà non ha ancora la maturità politica per fare i conti contro tutte le forme di violenza legate alle discriminazioni. Pensateci, ogni volta che si sente parlare di violenza sulle donne, molte, troppe persone pensano ancora a che ruolo possa aver avuto la donna nel “provocare” l’uomo…

Crediamo di essere un paese democratico e maturo. Ma facciamo di tutto per ricordare a noi stessi e al mondo che non lo siamo.

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One Response to “Il Parlamento affossa la norma contro l’omofobia.”

  1. Libertà d’informazione in Italia | EcletticaMente Says:

    [...] sempre più lampanti nella loro assurda evoluzione. Oltre a quanto ho già scritto ieri ed oggi su Omofobia e dintorni, la lettura di un articolo del Corriere del 12, mi lascia non pochi [...]