Ero in dubbio se scrivere qualcosa sulla questione del crocefisso, legata alla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ma due aspetti delle reazioni che ci sono state mi inducono a ripensare il mio atteggiamento,e ascrivere qualcosa.
Il primo aspetto, riguarda la generale ignoranza che è regnata sovrana nella stragrande maggioranza dei commenti politici (e non) riguardo alla fonte di tale sentenza. Il massimo credo l’abbiano raggiunto i sindaci leghisti veneti, che subito sono andati ad ammainare le bandiere dell’Unione Europea. Peccato che la Corte sopra menzionata sia un organo di un’altra istituzione, il Consiglio d’Europa. Vero è che la cosa è complicata, tant’è che tutti gli studenti di diritto comunitario sudano sette camicie a ricordarsi la differenza tra Consiglio Europeo e Consiglio d’Europa. Una ignoranza generalizzata e diffusa anche sulle modalità di funzionamento di questa importantissima e sottovalutata istituzione, che fu usata parecchio in passato proprio per cercare di favorire la libertà religiosa proprio da alcuni prelati cattolici (ma allora si trattava di avere il diritto di esercitare la religione cattolica in paesi ortodossi. Inutile dire che anche allora le chiese ortodosse si appellarono contro le sentenze. Ma ovviamente, era tutta un’altra storia!). Tant’è che La Stampa ha giustamente dedicato un articolo al funzionamento della Corte.
Il secondo aspetto riguarda il merito delle reazioni. Pochi, pochissimi hanno colto in questa sentenza una opportunità per riaffermare un aspetto tralasciato della nostra Costituzione, ovvero che l’Italia è (o dovrebbe essere) uno Stato Laico. Ma del resto, la storia del crocefisso si porta avanti da tanto tempo, con tante sentenze della giustizia italiana tutte improntate ad un equilibrismo per il quale l’imposizione di un simbolo religioso in un paese trova la sua radice nel fatto che sia “una tradizione“. Più ci giro intorno, più mi chiedo che senso abbia difendere un simbolo religioso solo per tradizione. Ma del resto, è l’unico modo che la Chiesa Cattolica ha trovato, in Italia, per difendere se stessa visto che di fede vera e propria in questo paese non se ne trova poi tanta. E allora, difendiamo i simboli a spada tratta, contro chiunque possa anche solo accidentalmente mettere in dubbio la supremazia della Chiesa di Roma in questo paese.
Alla fine, mi pare che confermi unicamente la naturale tendenza di questo paese all’ipocrisia.

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November 17th, 2009 at 3:27 pm
[...] l’etichetta protestante fate pure, ma la ritengo superflua. Ma se sono cristiano perché mi opporrei alle critiche mosse contro la sentenza sul crocefisso? Perché in primissima linea ho vissuto [...]
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